Salvatore Paone Sr.

Salvatore Paone Sr.

Consigliere comunale di Maida e Consigliere dell'Unione "Monte Contessa" collabora con il quindicinale Il Lametino e già collaboratore di Calabria Ora.

Twitter: @salvatorepaone

URL del sito web: http://www.pienosviluppo.it

Rassegna culturale

XV RASSEGNA CULTURALE FOLCLORISTICA PER LA VALORIZZAZIONE DELLE MINORANZE ETNICHE

SFAQJA XV KULTURORE FOLKLORIKE PËR VLERESIMIN E PAKICAV ETNIKE

Vena di Maida

31 MAGGIO 2008

a cura di:

Istituto Comprensivo di Maida e Amministrazione Comunale di Maida con la collaborazione delle Associazioni presenti nel territorio.

Eolico a Vena di Maida

L'EOLICO E' BELLO PURCHE' RISPETTI VINCOLI PAESAGGISTICI E POTENZIALITA' DI SVILUPPO DEL TERRITORIO:

LA SITUAZIONE A "PIANI DI VENA" COMUNICATO AI CITTADINI

Nei giorni scorsi la società Asja Ambiente Italia ha procedutoa presentare istanza per il rilascio dell’autorizzazione definitiva per la costruzione della linea elettrica in cavo interrato a servizio dell’impianto eolico che interesserà l’area "Piani di Vena".Si tratta di uno dei tanti impianti previsti negli ultimi anni nel territorio di Maida che ancora una volta non tiene in debita considerazione l’ubicazione e le potenzialità delle zone interessate. Per esempio, nel caso di “Piani di Vena”, stiamo parlando di una zona a forte richiamo naturalistico e con la particolarità di piante secolari con elevata vocazione olivicola, di alto pregio qualitativo, ricadenti in aree DOP e che in diverse centinaia andrebbero ad essere estirpate. A ciò andrebbe anche considerata la collocazione specifica dei “Piani di Vena” che si affaccia su una delle zone commerciali più dinamiche presenti oggi in Calabria e che dunque potrebbe rappresentare, se ben valorizzata, un’area di sicuro sviluppo economico per l’intera comunità di Vena. Tuttavia sembra che ancora una volta la mancanza di una regia a livello provinciale e regionale che abbia il compito di individuare i luoghi dove sistemare i tanti impianti eolici che stanno sorgendo nella nostra provincia, salvaguardando le zone che potrebbero essere utilizzate per un diverso sviluppo e, ancora di più, la miopia di una parte cospicua della classe politica locale che non è in grado di pensare ad un serio progetto politico di sviluppo del territorio, ha determinato una situazione che non può e non deve essere tollerata dai cittadini di Vena e di Maida.“Piani di Vena” rappresenta l’emblema di una gestione sbagliata a tutti i livelli della fonte energetica eolico, in quanto questa zona significa per Vena, come detto sopra, una non disprezzabile e sottovalutabile possibilità di sviluppo futuro. Già solo l’impatto visivo che un’opera di questo genere determinerebbe rappresenta un fattore di degrado e di negatività per l’intera comunità. L’appello che ci sentiamo di rivolgere come comitato promotore a difesa del territorio è rivolto agli amministratori di ogni colore politico, alle forze politiche di Maida e a tutti i cittadini di Maida e Vena, affinché uniscano le proprie forze per opporsi ad un progetto che danneggerebbe il futuro del nostro Comune e apporterebbe alla nostra comunità più danni che benefici.

Comitato promotore contro il “Parco eolico Piani di Vena”

BILAL

Image BILAL - Autore Francesco Gatti – editore Rizzoli – euro 18,50

Tre schede telefoniche. Un nome falso. Gli euro avanzati e la capsula con i dollari. Il tubetto di colla per nascondere le impronte digitali. Il borsone nero. Il giubbotto salvagente. La camicia. Il pile. Le vecchie ciabatte. La bottiglia d’acqua da un litro e mezzo. Sei panini. Tre scatolette di sardine. E’ tutto quanto servirà a Fabrizio Gatti per trasformarsi in Bilal e raccontare il dramma sconvolgente di chi si mette in marcia dal Sud del mondo per conquistare una vita migliore al di là del Mediterraneo. Fabrizio Gatti ha attraversato il Sahara sugli stessi camion che trasportano clandestini. Ha incontrato affiliati di Al Qaeda e scafisti senza scrupoli. Ha superato indenne le frontiere. Si è infiltrato nelle organizzazioni criminali africane e nelle aziende europee che sfruttano la nuova tratta degli schiavi. Si è fatto arrestare come immigrato clandestino vivendo sulla propria pelle l’osceno trattamento riservato agli immigrati nei centri di permanenza temporanea. Ha scoperto i nomi, le alleanze e le complicità di alcuni governi che non fanno nulla contro il traffico di schiavi, anzi, ci guadagnano. Bilal è la cronaca della più grande avventura del Terzo Millennio vissuta in prima persona dall’autore. Un viaggio nell’impero di chi si arricchisce commerciando carne umana, raccontato con un linguaggio teso che avvince il lettore come in un thriller. Un resoconto lucido e spietato – perché “approdare vivi a Lampedusa è come sopravvivere a un incidente aereo” che segna la scoperta di un nuovo talento letterario che sa parlare della realtà. Perché Bilal è una storia vera.

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