Ufficio postale di Vena non funziona: gravi disagi

SIAMO MOLTO CONTENTI DI SAPERE CHE DA DUE GIORNI L'UFFICIO POSTALE DI VENA RISULTI NUOVAMENTE FUNZIONANTE. IL "MIRACOLO" PER I CITTADINI DI VENA DI AVERE UNA POSTA FUNZIONANTE E' AVVENUTO VENERDI' 6 MAGGIO, DOPO UNA SETTIMANA DI ENORMI DISAGI (LEGGI IL TESTO SOTTO PUBBLICATO). TUTTAVIA RASSICURIAMO COLORO CHE IN QUESTI GIORNI SI SONO INNERVOSITI PER L'ARTICOLO DI DENUNCIA DA NOI FATTO USCIRE SUI GIORNALI, CHE NON ABBASSEREMO LA GUARDIA, E VIGILEREMO AFFINCHE' IL DISSERVIZIO  NON SI RIPRESENTI ANCORA!

Sono tantissime le lamentele che giungono dai cittadini di Vena per i gravi disservizi recati all’utenza dal mancato funzionamento del servizio postale della popolosa frazione. Disagi forti per i residenti quindi, per colpa di un servizio postale che funziona ad intermittenza ormai da troppi giorni, causa gravi problemi nel funzionamento dei terminaliche ,di fatto, depotenziano l’efficienza e la possibilità di garantire ogni giorno il servizio ai cittadini.

Esasperati, è questa la parola giusta per descrivere l’animo dei cittadini Venoti che non vorrebbero continuare a subire ancora a lungo il fastidioso disservizio. Ad esserne colpiti sono soprattutto gli anziani, che in questi giorni non hanno potuto ritirare la pensione o pagare le bollette a Vena e sono stati costretti a trovare un mezzo per spostarsi e arrivare all’ ufficio postale di Maida con evidenti difficoltà. Mi chiedo e spero se lo chiedano anche colore che dovrebbero intervenire per risolvere la questione, se sia giusto che continui questo stato di precarietà di un servizio così importante.

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Collettore fognario e depuratore, che succede?

I fatti: un mese fa il procuratore della Repubblica lametino Salvatore Vitello, coadiuvato dalla Compagnia dei carabinieri di Girifalco, ha provveduto a porre sotto sequestro e a tappare il collettore fognario di Maida che scarica nel fiume Cottola, e che non funziona in quanto sostanzialmente inesistente! Contemporaneamente due assessori con responsabilità all’ambiente, uno della passata amministrazione e uno di quella attuale, sono stati messi sotto processo, con ciò mettendo di fatto politicamente sotto accusa anche la precedente e l’attuale amministrazione tutta. Come si è potuto arrivare a questo?

Qualche giorno fa i giornali sono tornati sull’argomento parlando del Comune di Maida coinvolto insieme ad altri 10 comuni per un nuovo intervento della Procura che ha posto sotto sequestro i relativi depuratori. Su Maida per la verità i giornali in questo caso hanno fatto un po’ di confusione, visto che il riferimento era per al depuratore di Vena gestito dall’Ato e non per il problema del collettore fognario.

E’ovvio, come ho più volte sottolineato pubblicamente, che non serve assolutamente individuare colpe: esse sono evidenti! Innanzitutto chi ha amministrato Maida nel corso degli anni e con il succedersi dei governi locali non poteva non programmare un intervento sul settore depurazione e sulla mancanza del collettore fognario: però è quello che è successo nei fatti.

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Ludoteca: dove rendere impossibili le cose semplici

Un anno di silenzio. È stata questa la risposta che ha dato l’amministrazione comunale di Maida a Salvatore Paone, segretario del Pd, e ai responsabili del gruppo politiche sociali del “libero movimento” ad una semplice domanda: “Quale sede potrebbe ospitare una ludoteca di zona, che possa essere grande a sufficienza per ospitare anche i bimbi dei comuni limitrofi?”. E' questa una delle diverse proposte avanzate da mesi sul fronte delle politiche sociali e riguardante l'opportunità di ospitare una ludoteca a Maida per fornire un servizio alle tante famiglie e alle mamme che ne hanno necessità .

Eppure la domanda non sembra particolarmente complessa e tutto sommato a costo zero per le casse comunali, visto che l'operazione rientrerebbe nell’ambito dei finanziamenti previsti dal piano di zona del lametino. Ma niente, una richiesta semplice dopo un anno non merita risposta, nemmeno un banale: “Non è tra le nostre priorità”.

Vero, Maida ha problemi ben più seri da affrontare, ma il benessere sociale del cittadino non può mai essere considerato in secondo piano. Quello che ad uno sguardo esterno può sembrare è che manchi una reale volontà politica degli amministratori di Maida per avviare un servizio che potrebbe alleviare il lavoro familiare di molte mamme e aiutarle così a gestire la loro vita, con particolari vantaggi per le donne che lavorano.

Per questi motivi si ripropone ancora con forza la questione. Come mai non si è ancora insistito per definire insieme ad altri comuni confinanti interessati una sede di ludoteca a Maida? Quanto dobbiamo ancora aspettare per l’avvio di questo importante servizio? Possibile che per attirare l’attenzione degli amministratori si debbano fare solo proposte molto dispendiose e meglio se con pessimi risultati? Perché qualcosa di socialmente utile ed economica ha come risposta il silenzio? A noi questo gioco non piace.

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Omaggio ad un uomo dei suoi tempi

Bonaventura Pacileo, classe 1907 è morto a Maida nei giorni scorsi. Ha dedicato la vita alla famiglia ed al lavoro vivendo un secolo di profonde trasformazioni e costruendo una fortuna dal nulla. Amalfitano il nonno, commerciante, Bonaventura nacque a Maida nl 1907 mettendosi al lavoro giovanissimo. Visse lavorando il periodo della prima guerra mondiale e, rimasto orfano a sedici anni, prima ancora di avere l’età, aveva il conto corrente in banca ed il libretto degli assegni. Attraversò con forza periodi durissimi all’inizio degli anni 20 quando i principali nemici erano la fame e l'influenza spagnola, conosciuta come "la Grande Influenza", che in quegli anni uccise almeno 50 milioni di persone nel mondo.

L’attività fin dall’inizio fu quella del commercio dell’olio di oliva. Insieme con il fratello Gregorio , a ridosso di animali da soma o di carri, percorse in lungo ed il largo i paesi limitrofi acquistando e vendendo olio. Anche in pieno ventennio fascista, non vestì mai la camicia nera, fu il primo ad avere il telefono in casa quando ne era sprovvista anche la caserma dei carabinieri. Intuì che negli affari era indispensabile delocalizzare e così fissò punti di riferimento e di affari in altre province e regioni con addetti alla vendita ed all’acquisto a Crotone, Gioia Tauro, a Battipaglia ed altrove ed era lui a curare i collegamenti viaggiando di notte e di giorno. Fu lui ad accogliere gli alleati alla fine della guerra e ad adoperarsi per la nomina del gen. Fabiani a sindaco di Maida. Insieme con il fratello Gregorio costruì un poderoso stabilimento alle porte di Maida per la lavorazione delle olive e per il commercio dell’olio divenendo uno dei più importanti della Calabria, in rapporto di affari con gli industriali dell’olio Berio, Bertolli, Carapelli che a lui ed al fratello facevano riferimento per rifornirsi della materia prima. Il palazzo Pacileo, che ospitava le due famiglie, sorgeva e sorge nel cuore di Maida, affacciandosi sul corso principale.

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