A PARRATA MAJIDISE In evidenza

A PARRATA MAJIDISE Editore La Lantera Associazione Culturale Onlus - Prezzo di copertina 15 euro - Autori Antonio Araco e Leopardi Greto Ciriaco

Nella funzionale e attrezzata biblioteca scolastica, con una buona e qualificata partecipazione di pubblico, si è svolta la presentazione del libro “ A parrata majidise”,grammatica e vocabolario del dialetto di Maida, degli autori Leopardi Greto Ciriaco e Antonio Araco. L’appuntamento è stato condotto con sobrietà dall’autore Ciriaco che ha parlato dell’impegno certosino profuso per la stesura di un lavoro librario che vuole rappresentare un punto di partenza del processo di recupero e valorizzazione dell’idioma maidese, un inizio al quale inserire magari altri studi e approfondimenti.

La serata è stata introdotta dal dirigente dell’istituto comprensivo locale, Anna Maria De Fazio, che ha voluto menzionare il suo predecessore, Rita Cervadoro, per l’istituzione della biblioteca scolastica, con la propensione a dare vitalità e progettualità alla sua scuola, nonostante i tagli ministeriali preannunciati. Natale Amantea, primo cittadino di Maida, portando i saluti dell’amministrazione comunale, non prima di citare personali aneddoti di vita legati al dialetto,ha offerto la disponibilità a supportare tali iniziativeanche dal punto di vista economico.Stefania Vasta, presidente dell’associazione culturale “La Lanterna”, ha parlato del valore che il libro assume per la sua associazione che lo ha pubblicato, emozionandosi nel ricordo del marito, Vincenzo Iuffrida, che ha fatto tanto nel campo della cultura e dell’associazionismo, rammaricandosi dello scarso risalto che la stampa, in genere, attribuisce a tali iniziative.Giuseppe Rosanò, con la sua chitarra, ha allietato i presenti con un motivo musicale intriso di melodia e intensità.L’intervento di Salvatore Cartolano ha sottolineato il rischio di scomparsa del dialetto, proponendo l’adozione del libro come testo per le scuole locali e che venga costituita una fondazione che funga da osservatorio, con il pieno coinvolgimento di tutti, anche per preservare tutto quello che può essere utile per proteggere l’idioma maidese.Uno studioso di spessore e valore culturale qual è Daniele Paonessa, ha posto l’accento sull’importanza che proverbi, motti, indovinelli e la memoria storica e linguistica degli anziani assumono nella ricostruzione del dialetto.Antonio Araco, coautore del libro, dopo aver spiegato le motivazioni di origini personali e familiariche lo hanno indotto, lui crotonese di nascita e romano d’adozione, a dedicarsi allo studio del dialetto maidese,si è augurato vengano organizzate iniziative concrete a sua difesa magari con il coinvolgimento dei giovani, proponendo di istituire, nell’ambito del Premio Letterario “Feudo di Maida”, una sezione specifica dedicata al dialetto.Ha concluso la serata il vescovo Vincenzo Rimedio che, da autentico uomo di cultura, con la solita arguzia e pacatezza, ha evidenziato l’importanza assunta da queste manifestazioni nel processo di crescita delle comunità dove si svolgono, ricordando l’impegno meritorio di Gerard Rohlfs Sebastiano Augruso e Raffaele Zurzolo nella tutela del patrimonio linguistico.

Ultima modifica ilMercoledì, 29 Gennaio 2014 09:37
Alessandro Ciliberto

Alessandro Ciliberto, dottore di ricerca in Pianificazione e Progettazione della Città Mediterranea, Università Medi terranea di Reggio Calabria

Sito web: www.italianostra.org
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