SOS - Beni Culturali in Pericolo - Palazzo Vitale In evidenza

Ci si può dimenticare di una pregiata architettura come palazzo Vitale?

Certo!

O perché si conosce ben poco della sua storia e del suo valore artistico-architettonico, o perché determinate scelte politiche impongono di lasciarlo nello stato di costante abbandono in cui si trova. Possono dimenticare i cittadini perché hanno ben altro da fare, ma non possono e non devono dimenticare le Amministrazioni pro-tempore delegate dai maidesi alla gestione di tutto il patrimonio pubblico, mobile ed immobile, culturale, artistico-architettonico, paesaggistico-ambientale di Maida. Palazzo Vitale è una pregiata opera non solo perché progettata dall’architetto Sintes, allievo del Vanvitelli, ma perché contiene pregiate opere d’arte, perché fa parte di un interessante contesto urbano e perché ha ospitato il Generale Inglese Stuart a seguito dell’ormai tanto rinomata Battaglia di Maida del 1806. Quella Battaglia che, come molti ricorderanno, poteva essere un pretesto affinchè Maida diventasse polo di un turismo culturale capace di integrare le reti del turismo locale, nazionale ed internazionale. La strada che si era percorsa in vista della commemorazione del bicentenario del 2006, con il coinvolgimento delle Ambasciate, Britannica e Francese, di Roma, del British Council, dei Consiglieri di Maida Vale a Londra, di studiosi e ricercatori italiani e stranieri, e varie Associazioni locali e non, se si fosse continuata, probabilmente avrebbe dato qualche risultato in più quanto alla rinascita delle attività commerciali, culturali e turistiche del centro di Maida...

Fin quando non si crederà seriamente che Maida potrà diventare centro culturale e turistico, non si vedranno cambiamenti degni di nota. Fin quando le Amministrazioni racconteranno quella loro voglia di rinascita per Maida solo nei discorsi pre-elettorali, senza alcun seguito, non ci sarà miglioramento alcuno per il nostro centro storico. Tornando al Palazzo Vitale, più volte e da diverse direzioni, le Amministrazioni di Maida hanno ricevuto sollecito per intervenire urgentemente sull’eccessivo degrado del Palazzo che da anni è di proprietà dei maidesi, ma ad oggi nessun riscontro.

“Non ci sono finanziamenti…” E’ vero.

Non ci sono, ad oggi, tanti finanziamenti tali da restaurarlo in toto, ma è pur vero che gli oltre 40 mila euro, ricevuti dal Comune quale risarcimento danni dell’incendio del 2006, sono fermi nelle voci del bilancio comunale. Viene da dire: riusciamo a utilizzare tali soldi per salvare le opere più urgenti del Palazzo Vitale?

Visto che non è riuscita né la Soprintendenza per i Beni Architettonici, né quella per i Beni Storici, Artistici e Demoetnoantropologici della Calabria, né la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria, riusciremo, noi Maidesi, a richiedere i dovuti urgenti interventi sul Palazzo?

Inoltre, è in discussione una Legge Regionale per la costituzione di un “Parco Storico del decennio Francese…”, che prevede il coinvolgimento di tutti quei Comuni Calabresi in cui si sono verificati eventi relativi all’espansionismo e al dominio francese nel periodo compreso tra il 1806 e il 1815. Maida assume in tale contesto storico posizione fondamentale in quanto la Battaglia di Maida è uno tra i primi eventi della nascita del decennio francese. Questa è un’altra opportunità per il rilancio di Maida, alla quale si deve far fronte e giungere ben preparati sia per la tutela del patrimonio culturale in genere, sia, soprattutto, nella sensibilità di chi governa la nostra città. 

Ricordo la visita al Palazzo Vitale e al castello con il Colonnello Mike Montagu, dell’Ambasciata Britannica a Roma, venuto a Maida per la cerimonia d’inaugurazione del bicentenario della Battaglia; ricordo il suo sgomento nel vedere tali architetture così abbandonate. Ricordo che qualche anno fa un videoreporter della BBC di Londra venne appositamente a Maida a scoprire i luoghi della Battaglia. Lo portai a visitare il centro storico e anche Palazzo Vitale, facilmente accessibile perché non debitamente chiuso. Conosceva la storia della Battaglia, non conosceva quella del Palazzo. Fu tanto entusiasta che pensò seriamente di acquistarlo “per salvarlo dalla rovina dell’abbandono”.

Sarebbe stato meglio venderlo agli inglesi?

Probabilmente loro sarebbero intervenuti a restaurarlo.

Ultima modifica ilSabato, 28 Dicembre 2013 19:48
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